Interview with Prof. Christine Dodd: celebrating 10 years with BCSP!

Christine Dodd has been teaching BCSP’s Advanced Italian Language course for ten years, since 2007! We’ve captured her wise words in an interview to celebrate this important milestone.

How did you begin your career as a teacher of Italian?
I have been teaching Italian since I was a child! My father is British, and I was always correcting his Italian. It was destiny. I was strict and would point out his grammatical errors, even though he already spoke Italian very well. One summer I came across a school in Tuscany that was looking for teachers for European students…I went on to work for an Italian language school for foreigners. After starting work at the University of Bologna’s language center, I arrived at BCSP.

What is your course about this year?
Over the last couple of years I collected the most interesting lesson materials and turned them into a book that I now use in class. We talk about food, family, immigration, the differences between Northern and Southern Italy, the environment, studying abroad. Recently the students have shown an increasing interest in the Mediterranean’s influx of immigrants.

Any anecdote about something that has happened in class that you’d like to share?
During the Presession I often give as a homework assignment to interview anyone in the city of Bologna about coffee. One time a student interviewed a barista at the coffee shop where I have breakfast every morning.

What do you admire most in a student?
An open mind. Enthusiasm for Italy, for discovering a new culture. Curiosity.
I enjoy when my former students come back to visit, even after years, and they tell me about their lives.

What kind of advice do you give to your BCSP students?
Do not be worried or afraid. Try to learn everything possibile about the country hosting you. Do not immediately succumb to anxiety.

ITA

Come hai avviato la tua carriera di insegnante?
Ho sempre insegnato italiano fin da piccola. Mio padre è madrelingua inglese e io lo correggevo sempre, quindi era destino. Ero già severissima e riuscivo sempre a trovare qualche errore, anche se lui parlava molto bene. Poi trovato per caso in estate una scuola in Toscana che cercava insegnanti per studenti europei, lavorato in una scuola di italiano per stranieri. Sono approdata al centro linguistico universitario e poi al BCSP.

Su cosa si concentra il corso di quest’anno?
Negli ultimi anni ho raccolto i materiali piu interessanti in un libro, che ora utilizzo per fare lezione. Parliamo di cucina, famiglia, immigrazione, differenze tra nord e sud, ambiente, studio all’estero. In particolare negli ultimi anni ho notato un crescente interesse verso il fenomeno dell’immigrazione del mediterraneo.

Qualche aneddoto capitato in classe?
Durante presession spesso assegno come compito delle interviste a tema caffè, che i ragazzi devono fare in città. Una volta ho trovato un’intervista alla barista del bar dove faccio colazione tutte le mattine.

Quale caratteristica ti piace trovare nei tuoi studenti?
Uno sguardo aperto verso il mondo. L’entusiasmo di essere arrivati in Italia, di avere una nuova cultura da scoprire. In generale mi piace la gente curiosa. Inoltre mi piace molto quando i miei ex-studenti mi vengono a trovare, magari dopo anni, e mi raccontano cosa fanno nella vita.

Che consiglio dai ai tuoi studenti, e ai ragazzi che fanno questo tipo di esperienza?
Non siate timorosi, non abbiate paura. Cercate di scoprire più cose possibili della cultura del luogo che vi ospita. Non fatevi prendere dall’ansia del tutto e subito.